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Al Sig. Sindaco di Roma Capitale On. Dott. Roberto Gualtieri
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Riferimento Protocollo Numero: RA/2026/0009848
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Oggetto: Comunicazione formale relativa al progetto GreenRoma – Richiesta di confronto istituzionale
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Illustre Signor Sindaco,
Mi chiamo Riccardo Alati. Vorrei potermi definire un giovane imprenditore romano, ma sono consapevole che tale definizione richiede un percorso solido e comprovato confermato da risultati; pertanto, allo stato attuale, non considero opportuno attribuirmi tale qualifica. Difatti, nonostante abbia fondato una società, ne rivesta il ruolo di amministratore unico, abbia messo in pratica con rigore tutto ciò che la mia formazione universitaria mi ha trasmesso e, soprattutto, nonostante i primi clienti abbiano già creduto nel progetto, gli svariati tentativi di avviare le prime attività sono rimasti incompiuti a causa di impedimenti di natura amministrativa che ne hanno precluso l’attuazione sul territorio.
Consapevole delle inerzie strutturali che spesso gravano sugli iter amministrativi, ho agito con estrema prudenza, approfondendo ogni aspetto della normativa applicabile per assicurare al progetto un percorso solido e lineare. Tuttavia, ciò che non avevo considerato con sufficiente attenzione è che il vero blocco allo sviluppo non risiede solo nei limiti delle norme, ma soprattutto nelle decisioni discrezionali di chi è chiamato ad applicarle. È sufficiente un “no” non motivato, un mancato riscontro o anche soltanto l’assenza di volontà di dialogo per interrompere mesi di progettazione, investimenti e iniziative potenzialmente utili al territorio.
Mi preme chiarire che quanto segue non ha alcuna finalità polemica, ma risponde esclusivamente a un’esigenza di trasparenza. Non vuole in alcun modo configurarsi come un attacco alle istituzioni; al contrario, nasce dalla sincera volontà di offrire collaborazione affinché situazioni analoghe non si ripetano in futuro. Credo fermamente che il rapporto tra iniziativa privata e amministrazione pubblica debba fondarsi sulla fiducia, sul dialogo continuo e sulla condivisione delle responsabilità verso Roma e i suoi cittadini.
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Come anticipato, nel maggio 2025 fondavo GREENROMA s.r.l. La missione della startup risiede nel contribuire alla valorizzazione e riqualificazione del patrimonio arboreo di Roma, ponendosi come partner strategico della Pubblica Amministrazione. È infatti di comune evidenza come la Capitale disponga di un’estensione di aree verdi straordinaria, la cui gestione richiede tuttavia un impegno finanziario e operativo che spesso eccede le attuali capacità di spesa e di intervento dell’Ente[1].
In risposta a tale criticità, ho inteso sviluppare un modello fondato sulla comunione di scopo del rapporto tra le parti: un sistema di reciproci benefici tra Pubblica Amministrazione, cittadinanza e tessuto imprenditoriale, atto a generare valore condiviso e garantire la sostenibilità degli interventi nel tempo. Un modello in cui ogni soggetto coinvolto beneficia in modo diretto e concreto, senza costi aggiuntivi né rinunce, contribuendo insieme al benessere della città. L’approccio della startup non mira all'introduzione di soluzioni inedite in senso assoluto, bensì alla sistematizzazione e all’applicazione rigorosa di strumenti normativi già previsti dall'ordinamento. L'obiettivo è stato quello di rendere tali istituti operativi e funzionali all'interno del presente progetto, garantendo la massima aderenza alle procedure vigenti.
A tal fine, è stata condotta una disamina del Regolamento del Verde[2] per analizzare la fattibilità di un accentramento delle adozioni delle aree verdi[3], tramite un soggetto terzo specializzato. La startup assume dunque il ruolo di “facilitator”', operando in analogia con quanto previsto dall’art. 7 del Regolamento per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuni [4], con il preciso obiettivo di sollevare le attività commerciali dagli oneri burocratici e gestionali, garantendo al contempo la piena conformità degli interventi.
L’analisi preliminare del quadro regolatorio e delle convenzioni vigenti aveva già fatto emergere due criticità interpretative di rilievo: l’interpretazione soggettiva del concetto di “vantaggio economico” [5],[6] e l’impossibilità di cedere a terzi la targa di riconoscimento dell’impegno nella cura dello spazio verde.
Parallelamente all’approfondimento tecnico, l’iniziativa ha suscitato un concreto interesse tra i commercianti del territorio, tra cui una consigliera municipale. Quest’ultima ha presentato il progetto all’Assessore al Verde del Municipio, il quale ne ha confermato informalmente la fattibilità.
Una volta accertata la sostenibilità dell’iniziativa, sia sotto il profilo amministrativo sia operativo, inteso come l’effettivo interesse manifestato dagli esercenti commerciali, si è proceduto alla costituzione della società. Sono stati quindi sostenuti i rilevanti costi iniziali previsti dalla normativa italiana, firmati i contratti con le prime sette attività aderenti e presentata la richiesta formale di adozione.
A questo punto, però, il progetto si è arenato: la dirigenza ha sollevato informalmente la questione del “vantaggio economico”, e la parte politica non ha più fornito risposte.
Durante la fase di progettazione della startup erano già state individuate possibili soluzioni ai problemi del vantaggio economico e della cessione a terzi della targa di riconoscimento, ad esempio operando una presentazione di adozioni congiunte tra più attività o l’utilizzo dello strumento normativo della sponsorizzazione[7].
Il vero nodo resta tuttavia l’assenza, e qui si richiama testualmente il comma 3 dell’articolo relativo alle adozioni, di “un rapporto di diretta e proficua interazione con il Municipio competente” [8].
In data 30 aprile 2025 è stata presentata formalmente la richiesta di adozione[9]. Nel corso del precedente incontro con l’Assessore al Verde, oltre alla conferma informale della fattibilità del progetto, era stata avanzata e accolta la richiesta di riservare particolare attenzione alle istanze di adozione, al fine di consentirne il completamento entro tempi ragionevoli e coerenti con le tempistiche previste[10], anche in considerazione del fatto che la documentazione era stata predisposta congiuntamente per sette attività commerciali. Nonostante tali premesse, la richiesta presentata non è mai stata esaminata né formalmente accolta, in contrasto con quanto prospettato durante l’incontro.
Nonostante lo svolgimento di diversi incontri e le ripetute interlocuzioni intercorse con il Responsabile Unico del Progetto (RUP), si rileva con rammarico che non è mai stato redatto alcun verbale né formalizzato un rigetto motivato. Tale mancanza, oltre a porsi in evidente difformità rispetto alle procedure ordinarie e ai principi di trasparenza dell'azione amministrativa, impedisce qualsiasi avanzamento concreto. L'assenza di atti formali lascia l'intero iter in uno stato di incertezza ingiustificato, vanificando i reiterati solleciti volti a ottenere un riscontro definitivo.
Solo grazie all'interessamento del Consigliere comunale alle Politiche Giovanili di Roma Capitale, che ha sollecitato formalmente il Municipio, in data 5 agosto 2025[11] si è giunti a una convocazione della Commissione il giorno seguente. In quell'occasione, a seguito della seduta, è stato finalmente redatto il verbale di rigetto [12].
Con profondo stupore, il verbale riportava come motivazione del rigetto il fatto che le aree individuate risultino “considerate tazze di alberature di stretta pertinenza degli alberi e non aree verdi”. Tale affermazione risulta tuttavia in evidente contrasto con quanto riportato nella stessa richiesta di seduta della Commissione, nella quale si fa riferimento, tra le motivazioni, alla circostanza che il Municipio provvede alla manutenzione del verde orizzontale. Questa indicazione manifesta, di per sé, il riconoscimento della presenza di un’area verde e non esclusivamente della cosiddetta “tazza di alberatura”. A conferma di ciò, si osserva che tali spazi vengono spesso utilizzati come aree di parcheggio irregolare e, in diversi casi, ospitano persino cartelli pubblicitari, circostanza incompatibile con la loro presunta funzione esclusiva di contenimento dell’albero, poiché un elemento destinato unicamente alla tutela dell’alberatura non potrebbe consentire la sosta di più veicoli sulla sua superficie. Si aggiunga, infine, che alcune delle aree individuate non presentano alcun albero al loro interno, rendendo ancor più incoerente la classificazione adottata come motivazione del rigetto.
Concludo la presente osservazione del verbale di rigetto evidenziando che, in data 10 novembre 2025, è stata presentata una domanda di intervento occasionale per la cura delle medesime aree individuate nella precedente richiesta di adozione[13]. Tale intervento prevedeva operazioni di sfalcio e la messa a dimora di essenze arboree conformi a quanto stabilito dal Regolamento del Verde. La richiesta è stata accettata e patrocinata dal Municipio, che ha pertanto riconosciuto come legittime e meritevoli le attività che sarebbero dovute essere effettuate qualora l’originaria domanda di adozione fosse stata accolta.
Tornando al rigetto, avremmo potuto impugnare e, con ogni probabilità, ottenere l’annullamento del provvedimento dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale Lazio. Tuttavia, ciò che perseguiamo non è il conflitto giudiziario, bensì l’apertura a un confronto costruttivo con le istituzioni, nel pieno rispetto dei principi che devono guidare l’azione pubblica.
Tra questi principi, quello della buona amministrazione, sancito dalla Costituzione e dai codici che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, impone dialogo, trasparenza, motivazione delle decisioni e ricerca di soluzioni condivise. L’esercizio del potere di rigettare un’istanza o di sospendere un procedimento non può tradursi in mera inerzia amministrativa, ma deve necessariamente essere accompagnato dalla responsabilità di proporre alternative, spiegare le ragioni delle scelte e mantenere un canale aperto con chi, come me, intende contribuire concretamente al bene comune.
È possibile proseguire evidenziando come tale blocco burocratico abbia inciso non solo sull’assenza di un risparmio economico per la Pubblica Amministrazione, limitato alla singola area oggetto di intervento, ma abbia anche impedito l’espansione del progetto su scala più ampia. Ciò ha comportato la perdita di ulteriori potenziali risparmi per l’ente pubblico e, indirettamente, per i cittadini, riducendo al contempo le esternalità positive che un’iniziativa di questo tipo è in grado di generare.
L’iniziativa ha inoltre registrato il coinvolgimento di numerosi cittadini, i quali non solo hanno manifestato interesse e sostegno, ma hanno anche sottolineato il valore civico del progetto, riconducendolo al principio di sussidiarietà orizzontale e partecipazione popolare quale espressione di una forma di cura condivisa del territorio.
A riprova di quanto esposto, giova infine richiamare l’istanza prot. CB/2025/104961 del 10/09/2025[14], inerente ad un’altra proposta della startup di adozione dell’Area verde n. 85 “Via Sant’Angela Merici”. Si osserva che anche tale istanza risulta, a tutt’oggi, priva di definizione, nonostante siano ampiamente decorsi i termini temporali previsti. Dunque, lungi dal ritenere che tale inerzia possa configurarsi come un espediente volto a lasciare l’iniziativa nell’oblio, si preferisce ricondurre la dilazione a un mero sovraccarico operativo degli uffici competenti. Tale situazione evidenzia paradossalmente, e con maggior vigore, l’utilità dell’attività che intendo perseguire, configurandosi come un’azione sussidiaria volta a supportare e integrare l’operato della Pubblica Amministrazione per renderne più efficiente la gestione a beneficio della collettività.
Concludo portando alla Vostra attenzione un tema emerso da questa mia esperienza diretta che, tuttavia, in virtù della sua frequente ricorrenza, non può essere considerato un caso circoscritto al singolo, ma si configura come una problematica reale e condivisa da una parte significativa dei giovani.
Alla luce dei dati riportati dal Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes[15], il numero di connazionali che si trasferiscono all’estero è in crescita e il tasso di expat ha registrato un aumento del 38 per cento.
Vi invito, dunque, a rileggere gli accadimenti descritti ponendoVi, per un momento, nei panni di un giovane che decide di restare in Italia per investire nel proprio Paese, rinunciando a opportunità lavorative più redditizie e ad una vita più agevole all’estero, non per convenienza, ma perché mosso dal desiderio di contribuire alla crescita della propria comunità.
Al contempo, va dato atto che diversi soggetti istituzionali si sono spesi con convinzione a sostegno dell’iniziativa. Pur non avendo ancora prodotto l’esito auspicato, gli sforzi profusi nel tentativo di superare il blocco riscontrato rappresentano un impegno concreto e significativo, che testimonia attenzione e senso di responsabilità verso la questione sollevata.
In particolare, meritano di essere menzionati il Consigliere comunale per le Politiche Giovanili, il Capogruppo della Lista Civica Gualtieri in Assemblea Capitolina e l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti, che ha assicurato un supporto costante anche tramite l’operato del proprio Capo staff, nonché i Consiglieri municipali che si sono adoperati per facilitare i necessari contatti istituzionali.
Analogo riconoscimento spetta al corpo docente dell’Università LUMSA che, sia collettivamente sia nelle singole figure, ha offerto con disponibilità insegnamenti, consigli e pareri qualificati, contribuendo – nei limiti delle proprie competenze – a orientare e sostenere il percorso intrapreso.
Affinché tale impegno non resti privo di seguito concreto, chiedo che si voglia procedere con rinnovata determinazione nell’individuazione di una soluzione efficace e tempestiva, valorizzando il lavoro già svolto e le energie sin qui investite.
RingraziandoVi per il tempo dedicatomi alla lettura della presente lettera, colgo l’occasione per augurarVi una buona giornata.
Roma,
16 Febbraio 2026
Riccardo Alati
[1] Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale. (2024). Relazione annuale 2024 sullo stato dei servizi pubblici locali a Roma Capitale, § 3.1. Consultabile online: https://www.agenzia.roma.it/documenti/schede/ra_2024_03_verde_pubblico.pdf
[2] Comune di Roma Capitale. (2021). Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale. Deliberazione n. 17, estratto dal verbale delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina.
Consultabile online: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/DAC_n._17_2021_Regol_Verde.pdf
[3] Art. 9, Affidamento in adozione delle aree a verde, in Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale, Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 17 del 2021, pp. 44–47, ut supra.
[4] Comune di Roma Capitale. (2023). Deliberazione n. 102. Estratto dal verbale delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina. Regolamento per l’amministrazione condivisa dei beni comuni materiali e immateriali di Roma Capitale, art. 7, comma 2, p. 29. Consultabile online: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/DAC_102_2023.pdf
[5] Art. 9, comma 4, in Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale, Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 17 del 2021, p. 45, ut supra.
[6] Ai sensi degli artt. 4 e 8 del D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), la qualifica di ente non profit non è preclusa dalla generazione di avanzi di gestione, bensì dal loro utilizzo. L’interpretazione sistematica delle norme citate evidenzia come il "vantaggio economico" vietato debba intendersi esclusivamente quale distribuzione, diretta o indiretta, di utili a soggetti interni o esterni all'ente (fondatori, associati, amministratori). Ne consegue che, qualora i proventi derivanti dall'attività siano integralmente reinvestiti nel perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale previste dallo statuto, essi perdono la natura di "utile" in senso privatistico per assumere quella di risorsa strumentale. Pertanto, l'assenza di scopo di lucro è pienamente garantita dal vincolo di destinazione del patrimonio, il quale neutralizza qualsiasi ipotesi di vantaggio economico individuale in favore di un esclusivo potenziamento dell’impatto sociale dell’attività svolta.
[7] Comune di Roma Capitale. (2025). Deliberazione n. 155. Estratto dal verbale delle deliberazioni dell’Assemblea Capitolina. Regolamento per la disciplina e la gestione delle sponsorizzazioni e contestuale abrogazione della deliberazione di Assemblea Capitolina n. 23/2019, art. 12, pp. 49, 50. Consultabile online: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/Deliberazione_Assemblea_Capitolina_n._1552025.pdf
[8] Art. 9, comma 3, in Regolamento del verde pubblico e privato e del paesaggio urbano di Roma Capitale, Deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 17 del 2021, p. 45, ut supra.
[9] Comune di Roma Capitale. (2025). Istanza prot. CB/2025/68265 del 30/04/2025. Richiesta adozione Area verde Via Rodolfo Lanciani - Aree verdi dal civico 2 al civico 82. Consultabile online all’indirizzo: https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC1247745.
[10] Comune di Roma Capitale. - Municipio II (2025). Sito istituzionale, sezione “Bandi, Avvisi e Concorsi”, che riporta la procedura per l’adozione delle aree verdi: l’invio dell’istanza tramite PEC, la pubblicazione dell’avviso per quindici giorni e, trascorso tale termine, l’esame delle istanze con cadenza trimestrale. Tuttavia, al fine di coordinare le comunicazioni con le attività commerciali coinvolte nel progetto, era stato richiesto di conoscere anticipatamente la data di valutazione delle adozioni. In sede di colloquio con l’Assessore e con il personale di elevata qualifica competente, è stato comunicato che la cadenza trimestrale indicata rappresenta un termine puramente indicativo e che, considerata la concentrazione di più istanze relative al progetto, sarebbe stato possibile avviare valutazioni ad hoc, anticipate rispetto alla tempistica ordinaria. Consultabile all’indirizzo https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC1247745.
[11] Comune di Roma Capitale. - Municipio II (2025). Avviso Pubblico Adozioni aree verdi. Richiesta seduta di Commissione per la valutazione delle proposte pervenute - Valutazione proposta via Lanciani. Prot. CB-N8019. Documentazione prodotta in allegato consultabile all'indirizzo https://drive.google.com/file/d/16GrTWnM1Me76xK1j1RoA5KNz9kmnC1tc/view?usp=sharing.
[12] Comune di Roma Capitale – Municipio Roma II. (2025). Avviso pubblico per la ricerca di adozioni per interventi di manutenzione e riqualificazione delle aree verdi pubbliche (DGM n. 21/2024). Verbale della Commissione Giudicatrice del 6 agosto 2025, Prot. CB/98804/2025. Prodotto in allegato consultabile all'indirizzo https://drive.google.com/file/d/1ZgVny5O7fIaEOrK3KSorNTvE9sloaO8k/view?usp=drive_link.
[13] Comune di Roma Capitale. – Municipio II (2025). Prot. CB-n° 142254. Concessione di patrocinio per lo svolgimento di un intervento occasionale di riqualificazione del verde in Via Rodolfo Lanciani, in programma il 15 novembre 2025 dalle ore 9:30 alle ore 12:30 circa. Documentazione prodotta in allegato consultabile all'indirizzo https://drive.google.com/file/d/1YaqIWo-x2BZAzh8dCAjQjHfuqdyC21dE/view?usp=drive_link.
[14] Comune di Roma Capitale. - Municipio II (2025). Sito istituzionale, sezione “Bandi, Avvisi e Concorsi”, Consultabile all’indirizzo https://www.comune.roma.it/web/it/bando-concorso.page?contentId=BEC1247745.
[15]FONDAZIONE MIGRANTES (Organismo Pastorale della CEI), Rapporto Italiani nel Mondo 2025. Sintesi, a cura di D. Licata, p. 16, consultabile all'indirizzo: https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2025/11/Sintesi_RIM2025.pdf